Sport, animali e le nostre competizioni

Questa sezione nasce per l’incondizionato amore che provo per tutti i cuori che battono su questo pianeta oltre a quelli degli esseri umani. Nel poco tempo libero a mia disposizione, il pensiero corre sempre a loro, alle problematiche che la nostra attuale egemonia comporta nelle loro vite. Stiamo privando il regno animale di territorio e, alle poche specie alle quali lo concediamo, non sempre proponiamo uno stile di vita idoneo alle loro esigenze.

Tra attività fisica e agonismo c’è molta differenza.

Le discipline sportive con animali, richiedono addestramento, comportano lavoro e tanto allenamento. Il tutto finalizzato ad “enfatizzare” le caratteristiche fisiche necessarie a specializzare l’animale per renderlo competitivo. Voglio credere e sperare che più nessuno usi quello che sembra essere stato il metodo di addestramento tradizionale, il così detto “vecchio metodo” basato, pare, sulla violenza fisica o sulla deprivazione. Ad esempio, citando animali a noi vicini, per i cani l’utilizzo del collare elettrico e del collare a strozzo ecc. Per i cavalli, l’utilizzo di frusta, speroni, imboccature punitive, la pratica di sbarrare ecc. In generale per qualunque specie e razza, pare fosse anche ritenuto efficace, affamare o ipernutrire a seconda del “carattere” e del tipo di prestazione perseguita.

Oggi, sembra che anche i preparatori e gli allenatori sportivi preferiscano l’addestramento con “rinforzo positivo”. Metodo che mantiene gli animali sereni e fiduciosi nei confronti dell’uomo. Più facile ottenere quello che si vuole, più produttivo, più conveniente. Qualunque sia il modo con il quale gli animali vengono prepararti (certo, meglio la dolcezza) secondo me, il prodotto non cambia. Affermo ciò, perché malgrado i miei sforzi, proprio non capisco cosa c’entrano gli animali con l’agonismo. La sensazione è quella di una appropriazione indebita di muscoli, testa e cuore. Molte cose, per fortuna,  stanno cambiando in positivo. I casi limite pare siano ormai  pochi. Ma fossero anche solo due, vale la pena di spendere qualche parola in loro favore.

Se è vero che si tratta di esseri selezionati, fatti nascere a tavolino, con caratteristiche fisiche e caratteriali ad hoc per lo scopo, se è vero quanto scrive chi è preposto alla “regolamentazione-controllo-tutela”, che in alcune  discipline sportive, ai soggetti viene tolta ogni libertà, dignità, qualche volta usati  come fossero marionette, che non sempre vengono rispettati nelle loro caratteristiche etologiche, espropriati dalla loro stessa vita, umiliati e piegati al volere umano, sottoposti ad esercizi di potenziamento,”spinti  ed interpretati” come fossero macchine, “atleti” costretti  a “performare” per vincere le “nostre” competizioni ai quali, può essere  letteralmente tolto il respiro o concesso, ne rimango alquanto colpita!  Se è vero che la loro salute è monitorata solamente al fine di salvaguardare l’investimento economico, il tempo dedicato, e le speranze di vittoria, se è vero che quando la macchina vincente si rompe, si aggiusta, si riparte, fino al successivo cedimento, come si fa a non dire che questi esseri pagano un prezzo altissimo per il nostro divertimento? Come si fa a non pensare al loro sfruttamento fisico e ai possibili infortuni? E quando questo accade, che ne è di loro?

Mi chiedo: ci scandalizza tanto e giustamente, lo  sfruttamento degli  animali nel circo, nelle corse clandestine, nelle giostre, ci fanno pena i  delfini costretti a pirouette nei delfinari. Perché non ci scandalizzano la violenza psicologica e i danni fisici causati dalle prestazioni richieste per ottenere i risultati sportivi?

Quel poco che ho compreso, cercando di conoscere una realtà a me estranea, è che utilizzare gli animali nelle discipline sportive agonistiche a livello professionale, forse è chiedere qualcosa di innaturale o quantomeno estremizzato.

Certamente siamo migliorati, nella maggior parte dei casi chiediamo “per favore”, e non è poco. Ma se gli fosse concesso scegliere, cosa farebbero? Come vivrebbero la loro vita?

Considerando le origini dello sport con animali, desidero spingermi oltre e domandarmi se al giorno d’oggi questa pratica ha ancora un senso o siamo loro debitori di un “passo indietro”.

Aldilà del  come, dei forse e dei se, concordo con un professore di una facoltà di medicina veterinaria australiana che ultimamente, riferendosi ai cavalli, ha espresso  il concetto, secondo me  riconducibile a qualunque animale, che negare i comportamenti naturali, in nome dello sport, è eticamente difficile da difendere.

One thought on “Sport, animali e le nostre competizioni

  1. Scusi maestra, perchè le frustrazioni alimentari, psicologiche e anche i duri pesi economici delle scuole elitarie che fanno andare avanti solo chi ha tanto denaro, e molta capacità di umiliarsi davanti a potentati facendosi fare di tutto… non si rende ormai più conto è altrettanto umiliante per gli esseri umani che per successo mondano e passeggero si comportano come le bestie domate? Io spiriti liberi e di indomiti non ne vedo. Adesso ho scoperto che le ditte di costumi si sono adeguati alle richieste delle maestrine e maestronzi di oggi e forgiano costumini da puttanelle anche per le bambine… body erotici, scollati, brillantine e trucchi … insomma.. porcate alla MTV. Alla faccia di qualsiasi convenzione internazionale sulla protezione dei minori ma anche della dignità e del decoro della danza quale arte sublime e nobilissima. Anche questo schiavismo frutto del narcisismo patologico di moltissimi pseudo artisti fa male a chi voce non ha: i bambini. Potere dei media: fate qualcosa

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