Un commercio da regolamentare?

Noto con piacere che le galline stanno scalando la piramide del nostro gradimento.
Stanno, piano piano, riconquistando un posto nelle nostre vite e questa volta come meritano, ossia quello di animali come tutti gli altri.
Cominciamo finalmente a percepirle per quello che sono, esseri viventi, esseri dotati di intelligenza, esseri che provano dolore e sofferenza come tutti, esseri con le loro esigenze che abbiamo l’obbligo di conoscere e rispettare.

Le galline stanno entrando nei nostri giardini e dai più curate, amate e rispettate.
Molti amici che le ospitano mi raccontano le gioie e le difficoltà che si incontrano per garantire loro benessere e buona salute.

Un aspetto, del quale non ero a conoscenza, mi ha stupita.
Sembra che chi “cede” gli esemplari non sia tenuto ad accompagnare i soggetti da documentazione di alcun tipo.
Pare non esistano obblighi, il che comporta il rischio di portare a casa animali malati.
Per coloro invece che già ospitano altre galline , prima di inserire i nuovi soggetti, implica di dover sostenere, sobbarcarsi e barcamenarsi tra quarantena, analisi e controlli veterinari.
Ogni volta che un animale “ci conquista”, “va di moda”, il rischio che si corre è sempre lo stesso: “il mercato si attenziona”, “la produzione aumenta”, come si suol dire “viene cavalcata l’onda”, con tutti i rischi che ne conseguono.

Alla luce del successo e dell’aumento della richiesta, suppongo si dovrà provvedere ad una regolamentazione del commercio che tuteli galline e acquirenti. Supponendo sia impossibile creare un’anagrafe ed imporre l’obbligo di microchip, sarebbe auspicabile, come per altre specie, almeno introdurre l’obbligo di accompagnare la vendita con:

  • Libretto Sanitario
  • Certificato di Buona Salute
  • Certificato di Sverminazione

Sicuramente ciò fatto non tutte le problematiche sarebbero risolte, forse pero’ questa buona pratica
potrebbe porre un freno alla gratuita sofferenza delle galline e delle persone che se ne prendono cura.
Quantomeno potrebbe essere, per chi acquista, un buon parametro per orientarsi, un valido indicatore di massima della competenza, onestà e serietà di chi alleva.
Un esemplare seguito dalla nascita con attenzione alla salute ed al suo benessere implica dei costi. Sapere che un essere vivente è stato cresciuto rispettosamente, personalmente me lo farebbe preferire.
Sicuramente pagherei una gallina di più di quanto la si paga attualmente e, come me, spero molti altri.

Detto questo, ci tengo a specificare che il commercio degli animali non risuona nelle mie corde.
Preferirei venire a conoscenza del boom di adozioni degli animali in difficoltà.
Nel caso dei polli sarei felice di scoprire che è scoppiata la moda di adottare e salvare galline maltrattate, magari sottraendole agli allevamenti intensivi.

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